Intervista esclusiva ad Enzo Avolio, storico doppiatore di Winchester nei Simpson

 Larry Since: Come pensi che sia cambiato il teatro italiano dalla fine degli 80' ad oggi soprattutto quello romano che sta attraversando un periodo di crisi ?

Enzo Avolio: Fare una disamina approfondita sulla "crisi" del teatro è compito arduo che richiederebbe il parere di sociologi ed antropologi, cosa che non mi compete. Io credo che fondamentalmente il Teatro, nella sua accezione più tradizionale, cioè il rituale che mette in relazione  un autore, il suo pensiero, un suo concetto etico, una sua storia, vera o di fantasia, un dramma, una tragedia o una commedia con degli spettatori quali fruitori attraverso l' interpretazione dei media, (attori e registi), non sia cambiato se non nelle strutture logistiche, nelle forme e nei contenuti. Quello che è certamente cambiato è l' interesse per il Teatro da parte delle nuove generazioni, surclassato da altri medi il cui scopo è l' intrattenimento e nella migliore delle ipotesi, l' informazione a cui si accede a buon mercato. Parlo soprattutto dei social che sono diventati i teatrini virtuali in cui il pubblico è diventato spettatore di se stesso. Riguardo ai contenuti i gestori dell' interpretazione dei media, (attori e registi), non sia cambiato se non nelle strutture logistiche nelle forme e nei contenuti. Quello che è certamente cambiato è l' interesse per il teatro delle nuove generazioni, surclassato dai media il cui scopo è l' intrattenimento e nelle migliore delle ipotesi, l' informazione, a cui si accede a buon mercato. Riguardo ai contenuti, i gestori del Teatro di oggi prediligono per lo più il genere comico brillante, povero di attori e di scene, che per la mia formazione teatrale più animazione da villaggio che Teatro inteso come io lo intendo, cioè fatto di contenuti che arricchiscano il bagaglio culturale umano. 


    Risale a febbraio del 2026.


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