Intervista esclusiva ad Aldo Stella, storico doppiatore di Guldo in Dragon ball

  Larry Since:  Come pensi sia cambiato il teatro di Torino dalla fine degli anni 70' ad oggi ? So che sta attraversando un periodo di crisi.

Aldo Stella: Le mie opinioni sono quelle di un attore che ha cominciato la sua carriera appunto a Torino anni 70/80, quando quella città era un pullulare di iniziative teatrali sia istituzionali che  spontanee e, dopo qualche anno si è trasferito a Milano, dedicandosi quasi esclusivamente al doppiaggio, non per scelta, ma perché la vita così ha voluto. Ora ne faccio, ed ascolto molto volentieri le proposte, ma mi riservo di accettare solo se il progetto mi interessa, e soprattutto se reputo che l' ambiente sia fatto di brave persone. 

Il teatro è il motivo per cui ho scelto di fare l' attore, e la cosa che mi dà più gioia in assoluto e assisto con amarezza rassegnata alla sua emarginazione dal comune sentire. Il mondo è cambiato e in società in cui si irride (ci sono tanti modi per irridere) alla conoscenza, all' arte, alla memoria, alla consapevolezza del passato, e si dileggiano coloro che queste cose difendono, in favore di una comunicazione sempre più impersonale, disonesta oppure grottesca, fiera della propria ignoranza, il teatro non può che essere sentito come qualcosa che stava su un baule in soffitta. Ritengo che sia nostro dovere, per noi che lo facciamo, continuare a farlo finché si può, nei limiti consentiti dalla realtà (economici, giuridici, burocratici)... per essere tardatamente testimoni. 

Testimonianza, questo è ciò che il teatro deve essere.

Risale a febbraio 2026 

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